Come è nata la mia passione

Ho deciso di scrivere queste righe con la speranza di riuscire a motivare qualcuno a seguire le proprie passioni. Ad essere sempre curioso. A divertirsi facendo cose utili. Fare cose utili divertendosi!

Da che ne abbia memoria l'elettronica è sempre stata la mia passione e il mio hobby al quale ho dedicato più tempo.

Ricordo perfettamente il momento in cui questa passione nacque. Aiutavo Ero con mio padre, nel box. Lo osservavo mentre installava una lampada. Tra fili, pinze e cacciaviti ad un certo punto la magia! La lampada si accese e mi abbagliò. "Una banalità" direte voi, ma ai miei occhi, bambino di 8 anni, fu autentica magia. Stupito chiesi spiegazioni a mio padre che me le diede paragonando l'elettricità all'acqua e un interruttore ad un rubinetto. Infine disse: "C'è una bella differenza però! L'elettricità non si vede e può essere molto pericolosa". Mi fidai.. dopotutto anche se non è un elettricista in quel momento lui era il Grande Mago.

Il giorno seguente chiesi a mia mamma di accompagnarmi in edicola o in qualche libreria per comprare qualche libro o comunque qualcosa che mi spiegasse di più su quel mondo così affascinante tanto quanto misterioso. Dopo diversi tentativi e acquisti sbagliati perché a me incomprensibili, scoprii la rivista Nuova Elettronica. Era perfetta! Articoli molto dettagliati e abbastanza didattici, una rubrica per i principianti come me e addirittura i kit da ordinare (che all'epoca erano troppo costosi per le mie tasche).

Presto riuscii a creare piccoli circuiti fai da te. Un semplice led che lampeggia, un ricevitore FM, un amplificatore a transistor e altre inutili cose. 

Una volta chiesi: "Posso aprire la TV per vedere cosa c'è dentro? Tranquilli! Poi la richiudo." Inutile riportare qui la risposta.

Fu così che altrettanto presto mia mamma capì che quello che era inizialmente un gioco poteva essere allo stesso tempo pericoloso.  In futuro mi fu vietato di utilizzare il saldatore a stagno quando rimanevo in casa da solo. (Calore + Elettricità) x Bambino = PERICOLO. Scommetterei che più di una volta uscì col saldatore in borsa per evitare che l'usassi.

La mia ostinazione però mi portò ad essere creativo e m'inventai un metodo per costruire dei circuiti senza saldatore. Naturalmente adesso esistono le breadboard comodamente ordinabili online. Allora internet non era così diffuso e probabilmente Amazon non era ancora stato pensato. Il mio metodo creativo utilizzava delle strisce ricavate da fogli di alluminio, una spillatrice e delle piastre di cartone molto spesso (o legno compensato molto sottile):

Tranquilli... non è una storia triste!

Crescendo mi fu permesso non solo l'utilizzo del saldatore ma anche quello del percloruro ferrico ( è un acido che corrode il rame e oltre ad essere corrosivo macchia in modo permanente) e del trapano. Con orgoglio ecco un circuito con tanto di firma e data (20/12/02):

La creazione del circuito non era l'unica difficoltà.

Erano gli anni 90. Non esisteva YouTube con i suoi tutorial; l'unica fonte erano le riviste di elettronica. Trovare un datasheet di un componente era un'impresa. Modem 56k, connessione a consumo e linea telefonica occupata quando ero connesso a internet. Il negozio più vicino di componenti elettronici si trovava a 30km di distanza (era molto più semplice recuperare componenti da televisori, radio e altri aggeggi che finivano in discarica).

Eppure, nonostante le enormi barriere, sono riuscito a coltivare quella passione che in seguito mi ha facilitato nella scelta del mio percorso di studi e lavorativo. Non ho avuto il problema di scegliere che tipo di scuola superiore frequentare. Ovvio! Istituto Tecnico Industriale (indirizzo elettrotecnica e automazione). Per l'università invece ero indeciso tra ingegneria elettronica e informatica. Probabilmente il 70% degli esami erano i medesimi, e nel frattempo avevo esteso l'hobby dell'elettronica con l'informatica. Scelsi ingegneria informatica.

Il caso ha voluto che la mia passione e il percorso di studio che ho scelto mi hanno fatto entrare facilmente e rapidamente nel mondo del lavoro.

Oggi ho la fortuna di fare un lavoro che mi piace e mi appassiona ogni giorno di più. Essendo un architetto software e imprenditore ho la libertà (oltre al dovere professionale) di poter dedicare molto tempo allo studio e alla costruzione di prototipi software e/o hardware.


Perchè ho deciso di scrivere queste righe?

Ho deciso di scrivere queste righe con la speranza di riuscire a motivare qualcuno a seguire le proprie passioni. Ad essere sempre curioso.

A divertirsi facendo cose utili.

Fare cose utili divertendosi!


Nota per chi non mi conosce: oltre a seguire la mia passione, riuscivo anche ad avere buoni voti, giocare a calcio, nascondino, con l'Atari e il Nintendo con gli amici e a carte con il nonno.